Chi sei tu uomo
che così nascosto
nel buio
fai irruzione
nel mio privato discorso?
NOTE DI REGIA:
L’ETICA
Shakespeare, spesso, fa ripetere ai suoi personaggi: “Ti amo più di me stesso”. Ebbene, credo ogni giorno di più nella necessità di riconoscere il senso del tu più che dell’io, così, per provare la gioia del dare più che del ricevere, dell’uscire per entrare, più che dell’entrare per uscire, del servirmi di me per servire l’altro.
È una gioia che basta a se stessa e che non chiede nient’altro che rispecchiarsi, essere, l’”altro” anche perché, come dice il buon, caro, vecchio Willie … “il silenzio è il più perfetto araldo della gioia e la mia felicità sarebbe davvero ben poca cosa se sapessi esprimerla ad alta voce. Come voi siete mia, io sono vostro”.
GLI ELEMENTI (suggestioni)
“Un iceberg è acqua che si sforza di essere terra; una montagna, è un tentativo della terra di trasformarsi in cielo: è un volo costretto al suolo, la terra mutata – o quasi – in aria“. E ancora, la terra come qualcosa che vive di grande vita e improvvisi spostamenti e che sotto è calda e incandescente come luce o piuttosto compatta e morbida, mentre sopra ti riflette se suda, ti risucchia se piange, ti accompagna e ti accoglie, materna, se lasci che a lei “la tua morte parli” … l’amore è come un fuoco, brucia, e si vede anche da lontano, ma pure il divampare dell’odio, come violento incendio, è visibile da lontano (e da vicino scotta).
LA SCELTA
Perché? La voglia di confronto con un classico della poetica shakespeariana, di emozioni senza tempo, l’alternanza fra l’assoluta leggerezza e l’estremo dolore, il bisogno proprio di chi vuol crescere, di imparare a fare un teatro nobile attraverso l’uso di tecniche e dinamiche adeguate. Il piacere di un dialogo sempre nuovo con voi, con la gente, con la nostra gente, perché questo il gruppo lo ha già capito: Romeo e Giulietta siamo noi, l’odio e l’amore, nemmeno tanto nascosti, inevitabilmente ancora ci appartengono.
